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Un lupo per amico

Tema: Lupo

Storia creata in risposta al Contest non competitivo Raynor’s Hall

Spinse il pulsante di apertura della capsula di emergenza. Lo sportello si aprì lentamente verso l’alto facendo entrare la fitta pioggia all’interno. L’uomo indossava una tuta grigio scuro con una scritta in nero sul petto a sinistra “Esercito Stellare” ed a destra una targhetta con su scritto”P. Knight”. Si ritrovò su un pianeta sconosciuto che era molto simile alla terra. Precisamente, era finito tra la fitta vegetazione di una foresta. Armato di una pistola, uscì dalla capsula per avventurarsi in quel luogo a lui inospitale. I suoi stivali si sporcarono immediatamente di fango appena toccarono il terreno bagnato e notò, ben presto, che, oltre a cespugli e piante enormi aggrovigliate su se stesse, c’erano anche alberi molto alti la cui chioma sembrava così piccola vista da lontano. Si fermò in un punto dove non sapeva come proseguire poiché non riusciva a trovare un passaggio praticabile ed era bloccato e circondato da un groviglio di piante. Poteva solo tornare indietro alla capsula, ma ciò non gli avrebbe salvato la vita. Mentre era intento a pensare ad un soluzione, attraverso un piccolo passaggio all’interno della vegetazione, comparì un animale molto assomigliante ad un lupo dalla pelliccia bruna. Prontamente, Knight gli puntò la pistola  contro, ma non sparò. L’animale lo guardò dritto e  intensamente negli occhi come se volesse penetrare all’interno della sua anima. Poi, si voltò e ritornò nel piccolo passaggio. L’uomo si avvicinò ad esso e si accovacciò per scrutare al suo interno. Notò che vi erano alcune piante spinose e, dall’altro lato, era rimasto ad aspettarlo il lupo. Tra i suoi pensieri, balenò l’idea che, forse, il lupo non era poi così pericoloso ed, anzi, che volesse aiutarlo. Dopo un po’, finalmente, si decise e si infilò nello stretto passaggio. Ben presto, scoprì che le spine delle piante erano affilatissime. Infatti, gli provocarono graffi sulle braccia, sulla schiena e sulle spalle. Quando riuscì ad uscire da quell’impervio cunicolo, non ebbe il tempo di controllarsi le ferite che si ritrovò di fronte al lupo che lo guardava nuovamente con lo stesso sguardo paralizzante. Questa volta non gli puntò la pistola contro, ma tentò di avvicinarglisi cercando di toccarlo con la mano destra. Intanto, la pioggia cessò e l’animale rimase immobile non mostrando segni di paura. Si fece toccare ed accarezzare il muso. Knight capì che la creatura era docile. Prese dalla tasca una specie di radar portatile. Passò il dito sullo schermo che mostrò una freccia che indicava una direzione. «È in quella direzione!» esclamò pensando ad alta voce. Si incamminò e, volgendo lo sguardo alle sue spalle, notò che il lupo lo seguiva. Rivolgendosi a lui gli parlò come se lo potesse capire «Vuoi venire con me? Almeno non soffrirò la solitudine». I due si incamminarono. Knight camminava in avanti ed il lupo gli guardava le spalle.

Passarono alcuni giorni ed i due viaggiatori erano ancora insieme. Knight scoprì che il suo compagno era molto utile nel procurare cibo. In certi momenti della giornata, scompariva per riapparire con degli animali morti tra le fauci dopo qualche ora. Erano creature di cui non sapeva niente, ma la fame vinceva su qualunque ragionamento scientifico. Knight aveva ancora il suo radar tra le mani che indicava una specifica direzione. «Speriamo non sia atterrata troppo lontana.» disse. Lui ed il lupo arrivarono in un punto della foresta dove gli alberi sembravano più bassi e meno numerosi. Camminarono per qualche altra ora. Si ritrovarono, ormai, all’esterno della foresta. Davanti a loro non vi erano più alberi, ma una distesa erbosa di cui non si vedeva la fine coperta da un cielo scarlatto. Camminarono per qualche altra ora. Erano stanchi e affamati. A quanto pare in quella zona c’erano da mangiare solo minuscoli insetti. Improvvisamente, un rumore arrivò alle orecchie di Knight. Inizialmente, non capì che cos’era e da dove provenisse, ma, dopo un po’, comprese che si trattava del rumore prodotto dalle turbine di un’astronave. Il rombo diventò abbastanza forte da fargli capire la direzione da cui proveniva la nave. La guardò attentamente. In realtà, era una piccola nave da ricognizione che volava bassa e che presentava un simbolo costituito da un cerchio rosso al cui interno vi era un pallino giallo. «Cavolo! Mi hanno trovato!» disse. Il lupo ringhiò e Knight cercò di tranquillizzarlo accarezzandogli il muso e sussurrandogli nell’orecchio «Stai calmo e nasconditi nell’erba.». L’animale agì come se avesse compreso ciò che gli era stato detto: si sdraiò nell’erba. Knight fece lo stesso nella speranza di non essere individuato. Rimasero immobili per qualche minuto finché l’astronave passò sopra di loro provocando un forte vento che smuoveva l’erba che li circondava. Si fermò e Knight capì che erano stati individuati. Mentre si alzò per prepararsi a correre, gridò «Scappiamo!». La nave iniziò a sparare dei colpi laser nella loro direzione. Entrambi corsero più che potevano ed il lupo superò Knight facilmente, ma ben presto si fermò. Vi era un dirupo che affacciava su un fiume davanti a loro. Intanto, la nave continuò a sparare. Il lupo si parò davanti all’uomo e, per fortuna, fu colpito solo alla zampa posteriore destra. Grazie ai movimenti rapidi dell’animale, Knight non fu colpito. Questi non volle rischiare di essere colpito da quei raggi laser. Prese il lupo tra le braccia e si gettò senza starci ancora a rimuginare. Finirono nel fiume che li trasportò a gran velocità. Knight stringeva forte il lupo mentre cercava di aggrapparsi a qualcosa, ma invano. Fu, invece, spinto violentemente contro una roccia che gli provocò un dolore atroce alla gamba destra. Dopo un po’, arrivarono in una zona dove la corrente scorreva più lentamente. Con le ultime forze che gli rimasero, nuotò fino a raggiungere la riva. Poi, svenne.

Passarono alcuni mesi. La gamba gli doleva ancora, ma riusciva a muoverla ed a camminare con l’ausilio di un bastone. Il suo amico lupo, invece, era guarito da un pezzo e grazie a lui era riuscito a nutrirsi senza uscire dalla caverna in cui si erano stabiliti. «Quando arriveranno i soccorsi a riprendermi, verrai con me Lupo. Ormai il pianeta è stato conquistato da quei mostri.». Prese il bastone ed uscì dalla caverna. Fuori vi era una valigetta aperta da cui spuntava una specie di antenna. Era quella che Knight cercava seguendola sul radar. Guardò il cielo pensando che quel lupo gli aveva salvato la vita.