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La spiaggia

Racconto scritto per il Specale Contest Estivo. La storia sarebbe uno “spin-off” dei racconti Un incontro inatteso eI Custodi – Parte 1

la-spiaggia

I due arrivarono fino ad una spiaggia. Erano un giovane dalla capigliatura bionda che si intravedeva da sotto il cappuccio ed un uomo un po’ più grande di lui dai capelli scuri. Il primo indossava una sorta di mantello che terminava con un cappuccio che gli copriva la testa ed, al di sotto di esso, portava una camicia bianca ed un paio di pantaloni neri coperti all’altezza delle caviglie da un paio di stivali neri. Il secondo indossava una maglia beige senza maniche e dall’aria di essere stata usata a dovere, un paio di pantaloni grigi, e delle scarpe che si richiudevano su se stesse con delle piccole corde. Il ragazzo non aveva mai visto un posto simile nella sua città natale, ma ne aveva  letto dell’esistenza soltanto nei libri. Scese dal suo possente cavallo bruno. «Roxas avevi mai visto un simile posto?» chiese al suo servo ancora sul cavallo. «Forza, scendi!» continuò a dirgli.«Padrone non credo che dovremmo fermarci qui. Tra la gente si racconta che questi sono luoghi pericolosi.» disse il servo che rimase sul suo destriero. «Roxas ti ho detto di scendere!» gli gridò arrabbiato il giovane. «S-s-subito padrone!» gli rispose scendendo velocemente da cavallo. Il ragazzo si mise ad osservare le onde del mare che si muovevano dolcemente provocando un dolce rumore in mezzo al silenzio, ma fu presto interrotto «P-padrone…». «Devi sempre rovinarmi i momenti migliori Roxas!» gli rispose il giovane infastidito «Fa silenzio, per favore.». Questi stette un altro po’ senza fiatare fino a quando non disse al suo servo «Ho letto di alcune popolazioni che vivono nei pressi di questi paesaggi. Lessi che amano farsi il bagno in queste acque. In antichità, anche noi lo facevamo.». Iniziò a spogliarsi levandosi il suo mantello blu con cappuccio e la sua camicia. Si sfilò velocemente gli stivali e, dopo, si tolse anche i pantaloni rimanendo soltanto con le sue mutande bianche. In men che non si dica, fu subito in acqua. «P-p-padrone attento che non sapete nuotare.» disse Roxas allarmandosi. «Ti ho detto di far silenzio Roxas. Vuoi essere punito?» gli rimproverò il giovane che stava sguazzando nell’acqua. Passò qualche secondo quando Roxas mostrò un volto molto preoccupato con le labbra serrate. Sembrava che volesse dire qualcosa e provò a dirla subito dopo «Padrone! State a…», ma fu interrotto dal giovane che lo redarguì nuovamente «Possibile che con te non si possa fare niente in pace? Vuoi essere punito? Ok, l’hai voluto tu.». Cercò di ritornare a riva, ma si fermò perché notò la presenza di un’ombra gigantesca che ricoprì il tratto di mare in cuistava facendo il bagno. Pensò che qualcosa non andasse quando il sole sparì anche sul volto di Roxas. Si voltò all’indietro e vide un’onda di proporzioni gigantesche arrivare a gran velocità verso di lui. Era troppo tardi ormai. Fu travolto in pieno. Un flusso d’acqua lo avvolse non permettendogli alcun movimento. Pensò che la sua vita fosse finita lì, ma si sbagliava di grosso perché gli capitò qualcosa di peggio. Si ritrovò appeso all’altezza di centinaia di metri di altezza. Si guardò intorno vedendo un piccolissimo Roxas che lo guardava e gridava «Padrone, vengo a salvarvi!!!». Osservando cosa lo tratteneva dal cadere, il giovane si accorse che qualcosa gli si era avvinghiata sul petto. Era forse un serpente? No, ma un tentacolo di un mostro terribile ed enorme.  Seguì l’arto fino a capire dove si trovasse la bestia. Era al di sotto di lui. Poteva finalmente vederlo nella sua interezza come un mostro marino di colore viola con tanti tentacoli e con una conchiglia enorme bianca sulla testa. Emanò un grido «Aiutami Roxas! Fa qualcosa!!!». Il servo si avvicinò alla bestia, ma, ben presto, uno dei tentacoli prese anche lui. «Roxas sei un idiota!» lo sgridò il ragazzo. Entrambi, disperati, cercarono di liberarsi usando la propria forza fisica, ma con risultati nulli. Quando la presa dei tentacoli diventò molto più forte da risultare insopportabile, accadde qualcosa di inaspettato. La terrà tremò per qualche secondo ed una bestia ancor più grande del mostro marino uscì a gran velocità dalla sabbia della spiaggia con un movimento parabolico in modo da mangiare al volo l’altra bestia e rientrare nel terreno al di sotto dell’acqua. Le parti terminanti dei tentacoli, dove vi erano anche i nostri protagonisti, furono recise e caddero nell’acqua. I due si misero a nuotare velocemente verso riva finché non arrivarono ad i cavalli. Il giovane, che aveva solo le mutande, gettò i suoi vestiti sulla sella e montò a cavallo. Roxas, intanto, era già partito. <Aspettami, brutto ingrato!> esclamò furioso mentre iniziò anche lui la cavalcata. In poco tempo, i due diventarono dei puntini piccoli all’orizzonte.

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