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Notte di caccia

Storia create per il contest non competitivo Raynor’s Hall [Speciale] (Halloween)

Tutto era immerso nel silenzio a quell’ora di notte. I bambini erano andati a dormire già da un pezzo, mentre, i genitori si erano coricati da poco. Le luci della strada facevano risaltare le ombre all’interno della casa. In particolare, ne era presente una che si muoveva e che si avvicinava alle scale che portavano alle stanze da letto. Ogni passo compiuto sugli scalini faceva scricchiolare il legno. Il silenzio tornò quando l’ombra in movimento raggiunse il piano. Nel corridoio di legno, vi erano solo due porte bianche disposte a sinistra ed una a destra. Boom! La prima delle porte a sinistra fu sfondata. Una volta all’interno della stanza buia, un forte odore di sangue penetrò nelle narici. Le deboli luci che passavano attraverso il vetro della finestra permettevano di vedere un’altra ombra muoversi in fondo, vicino alla parete. Da lì, proveniva uno strano rumore, simile a quello che viene emesso dalle bestie quando masticano e strappano la carne. Si sentì un rumore molto vicino a quello di un ringhio dal fondo della stanza. Poi, all’improvviso, venne accesa la luce che illuminò il luogo. La stanza era una camera da letto ben arredata con comodino in legno sulla parete a sinistra, armadio a destra ed un letto matrimoniale sul fondo. Al lato destro del letto, vi erano due abominevoli creature, dalla peluria grigiastra e dagli occhi iniettati di sangue, che erano posizionati a quattro zampe su un cumulo si carne. Vicino alla porta d’ingresso alla camera, vi era un uomo sulla quarantina con qualche ruga ed una barba castana dalla lunghezza media. Una cicatrice abbastanza profonda, che andava dal mento fino alla parte sinistra dell’attaccatura dei sui capelli marroncini percorrendo guancia e tempia dello stesso lato, gli segnava il viso rendendo il suo sguardo più minaccioso di quello che in realtà era. L’uomo era completamente immobile tranne che per la sua mano destra che si muoveva verso l’interno del suo lungo cappotto marrone. Afferrò il suo fucile a canne mozze e lo estrasse puntandolo contro quelle belve. Immediatamente, uno dei due carnivori, incominciò ad annusare qualcosa. Fu come se quell’odore lo avesse reso docile. Fatto sta che la bestia si accucciò e trasformò il suo sguardo minaccioso in quello di un animale indifeso. L’uomo non fece niente, ma continuò a tenere puntato il fucile. Intanto, l’animale accucciato iniziò a perdere il pelo e si alzò sulle due zampe posteriori. In pochi secondi, gli occhi dell’uomo poterono osservare la trasformazione di quell’essere in quella di un umano. <Sei proprio tu?> domandò la strana creatura che mostrava un sorriso adesso. L’uomo col fucile lo guardò sorpreso per quello strano atteggiamento. <Erick! Sono io! Mi salvasti da un branco di licantropi l’anno scorso.> continuò a dire la strana creatura che accentuò ancor di più il sorriso. Il fucile a canne mozze puntò sul soffitto. L’uomo si grattò la testa e disse <Mmm…Mi pare di ricordare qualcosa del genere. E perché ti avrei salvato?>. L’altro gli rispose <Perché pensavi che io fossi un umano.>. <Ah, adesso ricordo!> disse l’uomo che, subito dopo, si fece una sonora risata. <Stupido, ricordo tutto. Ti stavo prendendo in giro. Avevo scoperto che creatura eri e mi avevi promesso  che non avresti mangiato umani.> continuò a dire. Qualche secondo di silenzio pervase la stanza. <Quelle sono fette di carne comprate al supermercato, vero?> indicò la carne sul pavimento puntando il fucile nella loro direzione. <Si, si.> gli rispose velocemente la creatura <Vuoi favorire?>. <Non sono qui per questo. Sai, buoni o cattivi, i mostri rimarranno sempre mostri. Possono comportarsi bene per un certo periodo, ma, prima o poi, la loro vera natura verrà fuori in qualche modo. Ed ecco perché ci sono io a svolgere questo compito nel mondo. Diciamo che ho guadagnato del tempo con voi, con la promessa che vi sareste comportati bene.> l’uomo puntò il fucile in direzione della creatura. <Ti prego, ci sono dei bambini nella stanza affianco.> esclamò l’altro prostrandosi a terra. <Mmm…Vorrà dire che dovrò liberarmi anche di loro. > accennò un sorriso. L’altra creatura, che non si era tramutata in umano, ma che era stata tutto il tempo ad ascoltare, fece un balzo felino contro l’uomo che non riuscì a premere il grilletto in tempo. Lo fece cadere a terra trapassandogli i muscoli sul petto con i suoi artigli affilati. L’uomo non si arrese. Aveva ancora il fucile in mano e, velocemente, sparò un colpo nella pancia del mostro.  <Nooo! Maledettooo!> gridò l’altra creatura che, in men che non si dica, ritornò peloso e minaccioso per lanciarsi all’attacco anche lui. L’uomo non riuscì a spostarsi a causa del peso del corpo posato su di lui e si protesse, per istinto, con il braccio destro che fu morso con tale forza da fargli lasciar cadere il fucile. Bang! Uno sparo provenne dal corridoio. <Cosa succede qui?> chiese qualcuno nascosto nella penombra all’esterno della stanza. I due a terra fermarono il combattimento. <E tu saresti un cacciatore di mostri?> chiese quello appena arrivato all’uomo col braccio sanguinante. <Sto osservando questi tipi da una settimana e non hanno ucciso un umano. Perché stai facendo questo? Per alimentare l’odio dei mostri nei confronti della nostra razza?> disse l’uomo in piedi che entrò nella stanza. Gli sputò addosso <Mi fai ribrezzo.>. Si accovacciò sull’uomo e gli sussurrò all’orecchio <Domandati una cosa. Chi è il mostro tra te e loro?>. Poi, lo colpì con un calcio in volto e gli fece perdere conoscenza. <Tieni. E’ un rimedio contro l’argento delle pallottole. Tua moglie si rimetterà in una settimana.> lanciò una fiaschetta di colore verde alla bestia che la afferrò al volo con la bocca. <Questo tizio va riconvertito alla causa altrimenti bisogna eliminarlo.> disse mentre spostò il corpo della bestia femmina e si prese in spalla il cacciatore. <Scusate il disturbo e felice Halloween!> disse sparendo nell’ombra della casa.

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