Pubblicato in: Blog, Daily Prompt

La strada

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A dir la verità, ci ho messo un po’ di tempo a trovare una foto che mi piacesse e che fosse attinente al tema della strada ed, alla fine, ho optato per questa. La sua bellezza consiste nel poter ammirare delle opere d’arte mentre la si percorre riuscendo ad allietare il cammino di chiunque.

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Casa

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Avere una casa significa avere un tetto sulla testa, significa potersi rifugiare quando si vuole, significa avere un posto dove ci si sente protetti. Le cose che ci sono dentro rendono l’ambiente più confortevole, ma è la fortuna di avere un posto proprio con quattro mura dove poter vivere che è essenziale per la maggior parte delle persone. La “casa” in foto ha solo tre mura, ma, molte volte, basta anche solo avere un tetto sulla testa per far sentire a casa una persona.

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Cosa non sopporto di me

In risposta al Daily Prompt Can’t Stand Me

Avete mai pensato a qualcosa che non sopportate o non accettate di voi stessi? C’è qualcosa che vi infastidisce quando vi guardate allo specchio o vi vedete in un video o in una foto? Oppure, vi infastidisce il suono della vostra voce quando la riascoltate dopo averla registrata? Beh, il prompt di oggi mi ha fatto riflettere un po’ sulla questione.

Il corpo umano è imperfetto, ma la mente è capace di vedere imperfezioni ovunque perché ha un proprio concetto di idealità. Ci si infastidisce per forme non regolari del nostro corpo, imperfezioni sulla pelle come nei o brufoli, rughe appena evidenti e tanta altra roba. Beh, l’unico modo per non impazzire è riuscire ad accettare la verità che non siamo degli esseri perfetti(concezione della mente umana) appartenenti ad un mondo ideale, ma esseri appartenenti al mondo naturale. Personalmente, non ho di questi problemi. Forse, ci pensavo di più durante l’adolescenza, ma era stata  soltanto una breve fase.

Penso che tutti proviamo un senso di stranezza nell’ascoltare la propria voce registrata, almeno la prima volta. Durante una conversazione, non si riesce a percepirla nel modo in cui lo fa il nostro interlocutore. Ciò, porta a non fare particolare attenzione ad intonazione e cadenza e, di conseguenza,  quando si riascolta una nostra registrazione si  rimane sorpresi e, in qualche caso, delusi perché non ci si aspettava che la propria voce risultasse in quella maniera. Provare questa sensazione, permette di conoscere un’altra parte di noi stessi ed, al tempo stesso, rende più consapevoli e sicuri del nostro essere.

Per concludere, vi lascio con il “Conosci te stesso” di Socrate che esprime tutto il mio pensiero in tre parole.