Pubblicato in: Blog, Storie, Uncategorized

La spiaggia

Racconto scritto per il Specale Contest Estivo. La storia sarebbe uno “spin-off” dei racconti Un incontro inatteso eI Custodi – Parte 1

la-spiaggia

I due arrivarono fino ad una spiaggia. Erano un giovane dalla capigliatura bionda che si intravedeva da sotto il cappuccio ed un uomo un po’ più grande di lui dai capelli scuri. Il primo indossava una sorta di mantello che terminava con un cappuccio che gli copriva la testa ed, al di sotto di esso, portava una camicia bianca ed un paio di pantaloni neri coperti all’altezza delle caviglie da un paio di stivali neri. Il secondo indossava una maglia beige senza maniche e dall’aria di essere stata usata a dovere, un paio di pantaloni grigi, e delle scarpe che si richiudevano su se stesse con delle piccole corde. Il ragazzo non aveva mai visto un posto simile nella sua città natale, ma ne aveva  letto dell’esistenza soltanto nei libri. Scese dal suo possente cavallo bruno. «Roxas avevi mai visto un simile posto?» chiese al suo servo ancora sul cavallo. «Forza, scendi!» continuò a dirgli.«Padrone non credo che dovremmo fermarci qui. Tra la gente si racconta che questi sono luoghi pericolosi.» disse il servo che rimase sul suo destriero. «Roxas ti ho detto di scendere!» gli gridò arrabbiato il giovane. «S-s-subito padrone!» gli rispose scendendo velocemente da cavallo. Il ragazzo si mise ad osservare le onde del mare che si muovevano dolcemente provocando un dolce rumore in mezzo al silenzio, ma fu presto interrotto «P-padrone…». «Devi sempre rovinarmi i momenti migliori Roxas!» gli rispose il giovane infastidito «Fa silenzio, per favore.». Questi stette un altro po’ senza fiatare fino a quando non disse al suo servo «Ho letto di alcune popolazioni che vivono nei pressi di questi paesaggi. Lessi che amano farsi il bagno in queste acque. In antichità, anche noi lo facevamo.». Iniziò a spogliarsi levandosi il suo mantello blu con cappuccio e la sua camicia. Si sfilò velocemente gli stivali e, dopo, si tolse anche i pantaloni rimanendo soltanto con le sue mutande bianche. In men che non si dica, fu subito in acqua. «P-p-padrone attento che non sapete nuotare.» disse Roxas allarmandosi. «Ti ho detto di far silenzio Roxas. Vuoi essere punito?» gli rimproverò il giovane che stava sguazzando nell’acqua. Passò qualche secondo quando Roxas mostrò un volto molto preoccupato con le labbra serrate. Sembrava che volesse dire qualcosa e provò a dirla subito dopo «Padrone! State a…», ma fu interrotto dal giovane che lo redarguì nuovamente «Possibile che con te non si possa fare niente in pace? Vuoi essere punito? Ok, l’hai voluto tu.». Cercò di ritornare a riva, ma si fermò perché notò la presenza di un’ombra gigantesca che ricoprì il tratto di mare in cuistava facendo il bagno. Pensò che qualcosa non andasse quando il sole sparì anche sul volto di Roxas. Si voltò all’indietro e vide un’onda di proporzioni gigantesche arrivare a gran velocità verso di lui. Era troppo tardi ormai. Fu travolto in pieno. Un flusso d’acqua lo avvolse non permettendogli alcun movimento. Pensò che la sua vita fosse finita lì, ma si sbagliava di grosso perché gli capitò qualcosa di peggio. Si ritrovò appeso all’altezza di centinaia di metri di altezza. Si guardò intorno vedendo un piccolissimo Roxas che lo guardava e gridava «Padrone, vengo a salvarvi!!!». Osservando cosa lo tratteneva dal cadere, il giovane si accorse che qualcosa gli si era avvinghiata sul petto. Era forse un serpente? No, ma un tentacolo di un mostro terribile ed enorme.  Seguì l’arto fino a capire dove si trovasse la bestia. Era al di sotto di lui. Poteva finalmente vederlo nella sua interezza come un mostro marino di colore viola con tanti tentacoli e con una conchiglia enorme bianca sulla testa. Emanò un grido «Aiutami Roxas! Fa qualcosa!!!». Il servo si avvicinò alla bestia, ma, ben presto, uno dei tentacoli prese anche lui. «Roxas sei un idiota!» lo sgridò il ragazzo. Entrambi, disperati, cercarono di liberarsi usando la propria forza fisica, ma con risultati nulli. Quando la presa dei tentacoli diventò molto più forte da risultare insopportabile, accadde qualcosa di inaspettato. La terrà tremò per qualche secondo ed una bestia ancor più grande del mostro marino uscì a gran velocità dalla sabbia della spiaggia con un movimento parabolico in modo da mangiare al volo l’altra bestia e rientrare nel terreno al di sotto dell’acqua. Le parti terminanti dei tentacoli, dove vi erano anche i nostri protagonisti, furono recise e caddero nell’acqua. I due si misero a nuotare velocemente verso riva finché non arrivarono ad i cavalli. Il giovane, che aveva solo le mutande, gettò i suoi vestiti sulla sella e montò a cavallo. Roxas, intanto, era già partito. <Aspettami, brutto ingrato!> esclamò furioso mentre iniziò anche lui la cavalcata. In poco tempo, i due diventarono dei puntini piccoli all’orizzonte.

Pubblicato in: Blog, Storie, Uncategorized

Scintille Finlandesi

Salve! 🙂 Vi presento il seguente racconto scritto per il X contest non competitivo Raynor’s Hall. Il tema estratto è “Finlandia” e non è stato facile per me che non sapevo quasi niente di questa terra, ma devo ammettere che è stato istruttivo perché, documentandomi, ho scoperto alcune cose nuove. Buona lettura e spero che vi piaccia.

Nelle lande Finlandesi, più precisamente in Lapponia, la notte era fredda e caratterizzata da un cielo ricoperto di stelle sotto al quale camminava un uomo a passo lento. Questi si mostrava alto e dalla barba castana con indosso una pesante pelliccia d’orso bruno e degli stivali di pelliccia che sprofondavano nella neve. Dalla bocca gli fuoriusciva l’aria condensata causata dal freddo mentre stringeva le braccia sul petto tremolante. Non vi era nessun riparo intorno a lui, ma solo distese di neve lunghe chilometri e chilometri. Era possibile soltanto intravedere una montagna alle sue spalle e ed una foresta nella direzione in cui si stava dirigendo. Ad un certo punto, arrivò in un punto dove vi erano gli scheletri di due uomini, probabilmente morti a causa del freddo. Portavano ancora dei vestiti addosso, ma erano logori e troppo leggeri per il posto dove si trovava. Cercò tra i loro averi, ma riuscì a trovare soltanto un grosso bastone di legno su cui appoggiarsi. Lo prese e lo utilizzò per continuare il cammino abbandonando i due appena incontrati.

Passarono alcune ore. Era sfinito ed il freddo gli aveva succhiato gran parte delle energie, ma era arrivato vicino alla foresta. Fece un altro piccolo sforzo riuscendo ad entrarvi. Dopo qualche altro passo, si gettò in terra ed appoggiò la schiena contro il tronco di un albero cercando di recuperare qualche residuo di energia e, fu in quel momento che li vide. Due scoiattoli bruciacchiati che gli erano stati serviti su un vassoio di neve. Ne afferrò uno, ma dovette lasciare la presa perché scottava. «Ahi!» gridò agitando l’arto. Aspettò qualche minuto. Poi, provò ad afferrare lo scoiattolo di nuovo. Era caldo, ma non bruciava. Gli diede un morso e gli sembrò che fosse la cosa più gustosa che avesse mai mangiato. Li finì entrambi, ma non si alzò subito dal suo posto perché rimase impietrito dallo spettacolo che vide in cielo. Delle bande di un colore verde si estendevano sul soffitto stellato. «Che diavolo succede al cielo!» disse pensando ad alta voce. Aspettò qualche altro minuto dopo che i colori in alto svanirono e, poi, si rialzò. Aveva ripreso un po’ le forze e, per questo, riuscì a notare qualcosa a cui non aveva fatto caso precedentemente. Vi era una striscia sottile sulla neve, probabilmente, formatasi da qualcosa che  era stato trascinato sul manto nevoso. Decise di seguirla continuando a camminare appoggiandosi al bastone.

I primi raggi di sole superarono i rami della foresta ed arrivarono fino al viso dell’uomo barbuto che aveva passato il resto della nottata ai piedi di un albero. La luce lo svegliò. Si rimise in piedi in poco tempo e riprese il cammino. Ormai, si trovava al limitare della foresta e ne fu quasi uscito, ma un orso bruno gli si parò sul cammino. Subito, si nascose dietro un tronco d’albero continuando ad osservare la bestia di soppiatto nella speranza di non essere scoperto. L’orso ringhiò nella sua direzione e, un attimo dopo, si mise a correre verso il tronco dietro al quale era nascosto l’uomo. Impaurito, il viandante si voltò all’indietro e tentò di scappare dirigendosi verso l’interno della foresta, ma l’orso si avvicinava ogni secondo sempre di più. Improvvisamente, sentì un verso di animale simile ad un ringhio. Continuò a correre senza voltarsi finché non sopraggiunse un dolore forte alla milza che lo costrinse alla resa. Si catapultò in terra con gli occhi chiusi pronto ad essere divorato. Passarono cinque secondi, poi quindici, poi trenta. Perché l’orso non lo aveva raggiunto ancora? L’uomo si chiese qualcosa di simile in quel momento. Aprì entrambi gli occhi e si voltò all’indietro per controllare che fine avesse fatto la bestia. Con suo grande stupore, vide che non vi era anima viva all’orizzonte. «Dove diavolo è finito?» pensò ad alta voce. Continuò a guardare in varie direzioni, ma niente. «Meno male. L’ho scampata anche questa volta.» disse passandosi una mano sulla fronte. Purtroppo, si accorse ben presto di aver perso la direzione in cui viaggiava e, di conseguenza, non sapeva quale fosse il cammino migliore da intraprendere per raggiungere nuovamente il limitare della foresta. Si sedette per mettersi a meditare sulla situazione.

La sera era arrivata insieme alla neve che cadeva dal cielo. Il viandante stava camminando senza sapere se aveva intrapreso la direzione giusta oppure no. Non gli erano rimaste molte forze ed era parecchio che non mangiava e non beveva. Ad un tratto, si sentì morire e perse conoscenza. Si risvegliò dopo qualche minuto avvertendo uno strano calore che gli conferì forza. Aprì gli occhi e vide una volpe che, appoggiando la coda sulla neve, emanava delle scintille che si trasformavano in un fuoco dal colore verde che saliva in cielo. «Ecco perché in cielo c’erano quelle nubi verdi!» disse. Notò anche la striscia che si formava sulla neve causata dal contatto con la coda della volpe e capì che era la stessa che seguiva il giorno prima. Decise di seguire la bestiolina senza farsi notare, ma, non appena si  mise alle sue spalle, la volpe si voltò guardandolo. Poi, si rigirò e continuò a camminare facendo scintillare la sua coda sul manto innevato. L’uomo la seguì da un certa distanza preoccupato delle possibili scottature che poteva arrecarsi toccando il fuoco verdastro provocato dall’animale.

Passò una mezz’oretta quando si imbatterono nell’orso bruno incontrato il giorno prima. Questi li osservò per qualche secondo, emise un bramito, poi, scappò nella direzione opposta all’uomo ed alla volpe. L’uomo ebbe come la sensazione che l’orso si sentisse minacciato da quell’animale dalla coda rovente. Continuarono il cammino e, dopo un’altra mezz’ora, uscirono dalla foresta. Da un lato, poteva intravedersi un piccolo centro abitativo. Finalmente l’uomo era salvo. Lì, avrebbe potuto rifocillarsi e dormire in un letto comodo. La volpe alzò la coda dalla neve facendo terminare le scintille. Si voltò verso il viandante emettendo un verso simile ad un miagolio e si diresse verso la foresta. All’uomo, sembrò proprio che l’animale l’avesse accompagnato lì per salvargli la vita. «Grazie!» disse rivolto alla bestiolina che, con suo grande stupore, era già sparita alla sua vista.

Ho scritto riguardo alla volpe perché ho trovato interessante la leggenda che gira intorno ad essa riguardo il fenomeno delle aurore boreali che avviene nelle terre Finlandesi. Spero vi sia piaciuta! 😉

Pubblicato in: Storie, Uncategorized

Il miglior racconto

wizard-1459117_960_720

Buonasera! Stasera volevo fare una ricapitolazione dei racconti scritti per i contest del Circolo di Scrittura Creativa Raynor’s Hall che mi hanno spinto a scrivere.

  1. I due “rapitori”
    Due forestieri sono vittime di un maulugurato malinteso all’interno di un villaggio. La scamperanno?
  2. Un incontro inatteso
    Cosa succede quando è il killer a dare la caccia al detective?
  3. Un lupo per amico
    Storia di fantascienza in cui un uomo e quello che sembra essere un lupo devono aiutarsi a vicenda per la propria sopravvivenza.
  4. Il duello
    Storia dall’ambientazione western in cui due individui si battono nello stile del selvaggio west.

Vorrei sapere da voi quale tra queste è il racconto che più vi ha appassionato, vi ha fatto immergere completamente in un mondo nuovo, vi ha fatto ridere. In poche parole, vorrei sapere quale reputate sia quella che vi piace di più.

Alla prossima!

Pubblicato in: Blog, Uncategorized

Mi piace fotografare #TAG

mg_7549

Ringrazio Belial per il TAG

Le Regole

  • Citare il blog che ha creato il Tag, che é Violeta Dyli del blog Opinionista per Caso 2, e usare il Logo del Tag
  • Ringraziare il blog che ci ha taggato
  • Rispondere a 10 domande e, se abbiamo voglia, realizzare fotografie per illustrare le nostre risposte
  • Taggare al massimo 15 blog e avvisarli con un commento.

Le mie scelte

1) Ha mai tagliato o bruciato fotografie del tuo ex fidanzato/a perché ti dava fastidio vederle?

Sono sempre stato uno spirito libero.

2) Di solito le fotografie che pubblichi nel tuo blog, le realizzi tu o le rubi in internet?

Cerco di realizzarle io il più delle volte, ma ,quando un articolo è privo di immagini, le prendo su internet. Conosco, però, dei siti dove ci sono foto da prendere liberamente.

3) Quante fotografie hai realizzato negli ultimi 10 giorni?

img_20160705_230638.jpg
Non era il mio compleanno

Una.

4) Hai mai aperto un profilo sui social con fotografia di profilo pubblico che non era la tua immagine vera?

No.

5) Quante fotografie stampi di solito ogni mese?

Zero.

6) Ti piace fotografare di più il cibo o gli animali tipo gatti, cani, cavalli?

IMG_20150805_194535
Cerbiatti

Gli animali sono più belli, ma mi capita spesso di fotografare cibo.

7) Che rapporto hai con i selfie, ti piace o detesti fare selfie e successivamente ti piace condividerlo anche sui social?

Mi scoccio. Li faccio fare agli altri.

8) Quali sono le tue applicazioni preferite che usi per la post produzione delle foto?

 

Mmmmm….MMMMMM….mmmmmm.. Non me ne viene in mente nessuna.

9) Quante fotografie sono esposte in casa tua?

Non molte. Sono fotografie della mia famiglia.

10) Ti va di raccontarci chi è secondo te il miglior fotografo che conosci?

Boh….Vuoto completo.

Le Nomine

  1. TheLittleNERD
  2. Pillpressblog
  3. PAPILLON1961
  4. Il mondo di Shioren
  5. frammenti di GAMING
  6. NERD SPACE
  7. nascosta tra le righe
  8. Mi piacerebbe aprire un blog
  9. kasabake
  10. CRITICACOMUNISTA
  11. wwayne
  12. ALVISE BRUGNOLO
  13. Serena Cardamone

 

Pubblicato in: Uncategorized, Videogames

Uscita Pokémon GO

E oggi non potevo esimermi dal dedicare due righe al gioco del giorno. Oggi, il tanto atteso Pokèmon GO non è uscito in Italia, ma in altri paesi.

12963607_896825133772765_1202470980509869871_n
I vecchi Giochi Pokémon

Io sono uno di quei giocatori che ha avuto la fortuna di aver giocato le prime cassette Pokèmon per GameBoy. Iniziai con Pokémon Rosso, poi passai a Zaffiro, ma quello che mi prese di più fu il primo che ho citato. Era un classico gioco di ruolo giapponese a turni. Inoltre, guardavo anche l’anime e completai la collezione di figurine del primo album(Sicuramente, buttato nella spazzatura da mia madre). Bei ricordi quelli!

Ma torniamo a Pokémon GO. E’ un videogioco di Niantic che uscirà in Italia il 15 Luglio sui dispositivi mobili. Si basa sulla tecnologia di realtà aumentata grazie alla quale vedremo i pokémon all’interno dell’ambiente che ci circonda. Inoltre, in base alla nostra posizione nel mondo, troveremo differenti pokémon.

wp-1467835769179.png
Charmender mi voleva bruciare il PC!

Ah! Quasi dimenticavo. Per Android c’è il trucco. Per iniziare a giocarlo, vi basta scaricarlo a questo link: Pokémon GO. Naturalmente, nelle impostazione, dovete permettere al vostro dispositivo di installare applicazioni di origine sconosciute visto che non state scaricando dallo store ufficiale e, poi, dopo l’installazione, potrete dedicarvi al gioco che è localizzato completamente in italiano.

wp-1467835778761.png
Avevo paura che Zubat facesse qualche bisognino.

 

Spero che, voi, nuovi e vecchi appassionati abbiate gradito. Alla prossima!

Pubblicato in: Uncategorized, Videogames

Playlist The Witcher 3

13179180_10153803615119331_3443076650439606440_n

Uno dei giochi a cui mi sono appassionato nell’ultimo anno è stato The Witcher 3 Wild Hunt. I primi due capitoli non li conoscevo proprio, ma questo l’ho potuto provare perché è uscito anche su console. Devo dire che i Cd Project Red hanno fatto un lavoro coi fiocchi ed hanno regalato anche i dlc che sono usciti nei primi mesi di gioco. Hanno trovato un altro appassionato ed è, per questo, che sto creando una playlist di gioco sul canale Youtube. Ecco a voi:

Playlist The Witcher 3 Wild Hunt

Pubblicato in: Uncategorized, Videogames

Virtual Reality

La Virtual Reality è ritornata in voga negli ultimi anni grazie allo sviluppo di dispositivi come l’Oculus Rift. Più precisamente, è una sorta di visiera che si appoggia sul volto che isola la vista e l’udito dal mondo che circonda la persona per un immersione completa nei mondi di gioco oppure per godersi video o film sentendosi all’interno della scena. Naturalmente, per rendere la realtà virtuale più immersiva possibile, è possibile spostare lo sguardo all’interno del mondo in cui ci si trova per guardare in ogni angolo ed, inoltre, per maggiore interazione coi giochi, sono stati sviluppati anche appositi dispositivi da controllare con le dita.

12885806_782888148479368_8370893857698415967_o
Oculus Rift

A quanto pare le aspettative per questi dispositivi e l’hype sono molto alti, ma cambiare il nostro modo di videogiocare sarà positivo? Provare qualcosa di nuovo rende curiosi, ma, molte volte, l’aspettativa non viene sempre accontentata. Noi, vecchi giocatori, che siamo abituati a videogiocare alla vecchia maniera, forse, preferiremmo non cambiare le nostre abitudini con una tecnologia che non ha avuto molto fortuna in passato e che è ritornata a far parlare di sè. Ma chi lo sa? Forse piacerà molto anche a noi.

12697290_757111954418883_1307087170852729537_o
HTC Vive

Una delle note dolenti, è che questa tecnologia non sarà accessibile a tutti all’inizio a causa dei prezzi. In dettaglio:

Comunque, prima o poi, se questa tecnologia avrà successo, la proveremo tutti.

Pubblicato in: Storie, Uncategorized

Il duello

Articolo creato per il IX contest non competitivo Raynor’s Hall.

Il tema estratto è “Silenzio”

Il silenzio regnava tutt’intorno. Ogni persona presente non emetteva un sibilo perché tutti erano concentrati sui due tizi davanti a loro. Uno dei due indossava un cappello a tesa larga marrone a coprirgli il capo dal sole cocente. La mano destra era vicino alla fondina della pistola. L’altro, dal volto sporco di fuliggine, aveva assunto la stessa identica posa, ma usava la mano sinistra. I loro volti erano ricolmi di disprezzo e rabbia. Si guardarono attentamente l’un l’altro usando quel silenzio per concentrarsi al massimo fino a quando un uomo con dei grossi baffi si intromise rompendo la quiete «Quando il barattolo tocca terra, potete sparare.» . Sul barattolo, che aveva tra le mani, vi era scritta la parola “Beans” al di sopra di un’immagine dal bordo rotondo che rappresentava dei fagioli. I due, adesso, erano concentrati sul barattolo mentre il silenzio era tornato. Un movimento fulmineo verso l’alto fu eseguito dal braccio dell’uomo coi baffi. Mentre gli occhi di tutti i presenti erano concentrati sull’oggetto che era a qualche metro sopra le loro teste, i duellanti, adesso, si osservarono l’un l’altro. Sembrò che fossero passati alcuni minuti, ma, in realtà, furono soltanto pochi secondi quando si sentì il suono metallico provocato dall’oggetto di latta che toccò terra. Il mancino estrasse, prontamente, la pistola in direzione del suo avversario. Bang! Il silenzio si nascose solo per un attimo. I due erano immobili uno di fronte all’altro  e la folla, che si era formata dal lato del saloon, osservava muta i due uomini nel tentativo di capire chi fosse riuscito a sparare. Passarono pochi secondi quando si sentì il rumore di qualcosa che cadde a terra. Le persone, che erano dietro alla folla, cercarono di scoprire l’esito dello scontro mettendosi sulle punte e sbirciando da dietro le spalle di quelli che erano davanti a loro. Riuscirono a notare la pistola ai piedi del mancino che, subito, si poggiò su entrambe le ginocchia. Guardò il cielo azzurro illuminato dal sole «Che pace! Che silenzio!» disse poco prima di cadere completamente in terra con il viso rivolto al terreno. La folla incominciò, immediatamente, a diradarsi ed ognuno ritornò alle proprie faccende. Intanto, l’uomo col cappello si avvicinò al cadavere. Lo tocco un po’ con la punta dello stivale per accertarsi della sua morte. Posò la sua arma nella fondina e si abbassò. Rubò la pistola al suo avversario e si mise ad osservarla attentamente, ma fu ben presto interrotto da un uomo con una barba grigia ed un vestito di nero «Signore, se deve prendergli qualcosa, lo faccia adesso. E’ arrivata l’ora di prepararlo.». L’uomo accovacciato lo guardò con sguardo torvo mentre aveva la pistola carica dell’avversario in mano. Il becchino provò timore nei riguardi di quell’uomo e non si azzardò ad aggiungere altro. Il pistolero si alzò e, con la pistola rubata fuori dalla fondina, girò le spalle al becchino iniziando a camminare. Il corpo fu trascinato per qualche metro fino ad un abitazione in legno al cui esterno vi erano varie bare aperte di differenti misure. La porta fu chiusa ed un grosso silenzio pervase la stanza. «Aiuto!» iniziò ad esclamare una voce proveniente dal cadavere in terra che fece sobbalzare di spavento il becchino «Aaah! Un fantasma! Lo sapevo che prima o poi qualcuno sarebbe tornato dal mondo dei morti.». «Ma quale mondo dei morti! Aiutatemi! Ho perso parecchio sangue.» disse l’uomo a terra. «Fate presto! Chiamate un dottore!» urlò. Il becchino si precipitò fuori dall’abitazione. L’uomo morente tenne lo sguardo fisso sul soffitto facendosi cullare da quel silenzio interminabile che caratterizzò l’attesa. Le travi di legno diventarono degli oggetti dalla forma poco chiara. Poi, sparirono del tutto.

Riprese conoscenza ed aprì gli occhi. Si ritrovò in un letto all’interno di una stanza che presentava un lampadario sul soffitto e qualche mobile qua e là lungo le pareti. Mentre tentava di mettersi seduto, avvertì una sensazione di dolore alla spalla sinistra. La toccò e notò che vi era stata applicata una fasciatura. Si sedette e rimase, per un po’, a rimuginare sfruttando la quiete del momento finché l’unica porta che conduceva alla stanza si aprì. Una donna molto giovane e dagli abiti succinti lo osservò. Poi, richiuse subito la porta uscendo. Dopo qualche minuto, la porta fu spalancata nuovamente e, questa volta, entrò una donna sulla cinquantina e dagli abiti molto scollati. Lo osservò per qualche secondo, poi, disse «Finalmente siete sveglio signore. Riuscite a camminare?». L’uomo rimase in silenzio e si mise in piedi. «Bene! E’ ora di sgomberare!» la voce della donna si alzò «Dovevo un favore a quel becchino, ma ora dovete lasciare la stanza.». Chiuse la porta. L’uomo notò che su un mobile vicino alla porta vi erano i suoi abiti. Li prese e li indossò lentamente in modo da non farsi male alla spalla. Indossò il cinturone e notò che non vi era più la sua pistola. Ci volle qualche secondo in più per fargli ricordare che l’arma gli era stata sottratta. Uscì dalla stanza e percorse un corridoio che dava su una scala. Poi, si affacciò da una ringhiera da cui si poteva vedere in basso una sala più grande dove vi erano un barista dietro ad un bancone e delle persone sedute a dei tavoli. Infine, senza proferir parola, uscì silenziosamente da quel luogo peccaminoso e si fermò davanti all’entrata. Prese una sigaretta piegata da una tasca dei pantaloni e se l’accese mentre osservava le persone che andavano e venivano in strada. Un rumore sordo. La sigaretta diventò molto più corta. Volse lo sguardo alla sua destra e notò che, a sparare, era stato l’uomo col cappello. In qualche modo, questi aveva scoperto che il duello non era terminato ancora. Il tizio disarmato scappò seguito dai colpi di arma da fuoco che, fortunatamente, non lo colpirono. L’uomo col cappello seguì l’altro fino al cimitero della cittadina. Non vi era alcun tipo di rumore in quel luogo deserto i cui unici ospiti erano i morti. Cercò di sfruttare il silenzio del cimitero per percepire ogni minimo passo della preda. Finalmente, sentì qualcosa provenire alle sue spalle, ma si girò troppo lentamente. L’uomo dal volto impolverato gli afferrò entrambe le braccia spostandole verso l’alto. Alcuni colpi furono sparati in cielo. Poi, le lasciò e si allontanò con un balzo. Bang! Bang! Bang! Sparò tre colpi dopo essere riuscito a riprendere la sua pistola dalla fondina dell’avversario. L’uomo col cappello aveva tre buchi nella camicia all’altezza dello stomaco. Si accasciò a terra e, dopo il tonfo, un silenzio incessante fece da padrone al cimitero.

Pubblicato in: Uncategorized, Videogames

Fahrenheit PS4

Oggi volevo scrivere riguardo uno dei giochi che usciranno nei prossimi mesi e che prenderei.

Fahrenheit(PS4)

10945013_768391279905532_4920662952179334383_n
Fahrenheit

Uscirà una rimasterizzazione per ps4 il prossimo 18 Luglio. In realtà, non sono mai riuscito a giocarlo, ma, adesso, un pensierino lo potrei fare. Il gioco è stato sviluppato dai Quantic Dream, sviluppatori di Heavy Rain e Beyond two souls. Se avete giocato questi ultimi, sapete che non stiamo parlando dei soliti giochi, ma di avventure grafiche dove la trama e la caratterizzazione dei personaggi sono le colonne fondamentali di questo tipo di videogames. Il gameplay, in genere, è abbastanza semplice ed intuitivo. Infatti, di solito, la difficoltà sta solo nel premere una certa combinazione di tasti. Ciò che mi ha sempre catturato di questo giochi è la sensazione che ti danno di vivere appieno la storia che narrano e la possibilità di affrontare delle conseguenze in base alle scelte che si compiono. Li ho giocati e rigiocati, ma devo evidenziare soltanto una nota negativa. Nonostante ci sia la possibilità di sbloccare vari finali, ripercorrere gli stessi scenari può stancare alla lunga.

Concludendo, cercherò di cogliere l’occasione in modo da prendere Fahrenheit per ps4 visto che reputo che i due titoli usciti successivamente sono delle avventure grafiche superlative. Nel caso, vi farò sapere cosa ne penso.

Pubblicato in: Cinema, Uncategorized

Addio Bud

Ieri ci ha lasciato un grande del mondo dello sport e del cinema Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer, all’eta di 86 anni.

12341578_431037977107502_4937322343929236072_n

Come tanti altri sono cresciuto con i suoi film vedendoli la prima volta e rivedendoli altre centinaia senza mai stancarmi, ma rallegrandomi con tante risate.

Personalmente, la notizia mi ha trasmesso una certa dose di tristezza anche perché era un’attore a cui ero affezionato fin da piccolo e, per ricordarlo in questo articolo, vi linko una serie di film che sono visibili gratuitamente sulla piattaforma vvvvid.it